10 gennaio 2015 6 10 /01 /gennaio /2015 21:09
Pastrengo in volo

Un nuovo servizio sulla nostra nuova rubrica sul nostro portale: la nostra città e provincia vista da un'altra prospettiva...Verona Report in volo,in collaborazione con Focus fly di Bussolengo In questo nuovo servizio,sopriremo un nuovo comune Pastrengo di 2.945 abitanti della provincia di Verona, nel Veneto.

La particolarità di queste immagini è quella di essere delle riprese aeree, prospettive insolite da vedere.

Che ci siano stati insediamenti preistorici nella zona di Pastrengo è indicato dal ritrovamento di reperti archeologici risalenti al neolitico. Liberi comuni durante il IX e il X secolo, furono assoggettati nel XII secolo dal Comune di Verona. Pastrengo continuò a godere di diritti e privilegi feudali fino al 1797 (con la caduta della Serenissima) dato il suo status di proprietà del monastero di San Zeno (dal 967). Fu teatro di scontri durante la prima guerra d'indipendenza del 1848, con ripetuti scontri fino al 1866, durante la seconda e la terza guerra d'indipendenza. Il 30 aprile 1848 fu teatro della celebre battaglia ricordata soprattutto per la famosa Carica, condotta da tre squadroni di Carabinieri Reali al comando del maggiore Alessandro Negri di Sanfront, cui era stata affidata la protezione del re Carlo Alberto .Questi, avanzando sul campo di battaglia unitamente ad una dozzina di Carabinieri costituenti la sua avanguardia nonché scorta personale, nei pressi di Monte Valena venne a trovarsi sotto l'improvvisa azione di fuoco degli austriaci. Da qui la carica che contribuì poi a risolvere felicemente le sorti dell'intera battaglia in quanto, i Reparti dell'esercito sabaudo che erano venuti a trovarsi in difficoltà a causa del terreno paludoso e della resistenza nemica incontrata, furono galvanizzati dalla vista dell'improvvisa azione in cui « quasi trecento cavalieri - eccitati dal pericolo corso dal loro Re, imbaldanziti dalla vista della vicina Pastrengo e da quella del nemico in ripiegamento, scintillanti per i bottoni e i fregi metallici dell'uniforme di parata, per il luccichio delle sciabole sguainate e fiammeggianti al sole, si lanciarono al galoppo al grido formidabile di "Savoia" ». Dal 1866, anno in cui il Veneto liberato venne annesso all'Italia, il borgo seguì le sorti della regione Veneto e dello Stato italiano.

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