7 dicembre 2013 6 07 /12 /dicembre /2013 20:27

 

 

 

In occasione del  gran finale dei Grandi Festivals Italiani, che si terrà a Santa Maria Gallura in Sardegna dal 29 al 31 Dicembre 2013,conosciamo i tre finalisti del Festival del Garda.(in questo servizio Diletta Belleri)

 

533562_560542880628334_828958319_n.jpg Partiamo dalle tue origini artistiche, quando hai iniziato a interessarti alla musica?

Ho iniziato ad interessarmi alla musica quando avevo all’incirca dodici anni,frequentando un corso di pianoforte.

 Raccontaci un po’ del tuo percorso artistico.

In realtà la mia passione per la musica è innata, infatti ho sempre ballato e cantato fin da quando ero piccolissima. In merito a ciò ho un episodio da raccontare: mi hanno riferito i miei genitori che all’età di quattro anni, durante il periodo natalizio, ci trovavamo al parco divertimenti di Gardaland all’interno di un auditorium per ascoltare i canti gospel, quando improvvisamente non mi hanno più vista e mi hanno ritrovata sul palco intenta ad assaporare quel coro meraviglioso!

Verso i dodici anni, i miei nonni, vedendomi di continuo impegnata nel canto, hanno insistito affinchè frequentassi delle lezioni private e così feci.

Poco dopo ho cominciato a partecipare ai primi concorsi canori locali, che mi hanno insegnato a mettermi in gioco e a prendere confidenza con il palcoscenico.

Tuttora prendo lezioni di canto dal maestro Guerini Massimo che mi ha aiutato a capire il genere musicale di mia preferenza,cioè il jazz-soul,anche se mi sta insegnando a d interpretare qualsiasi brano musicale perché un cantante deve essere completo.

035_Diletta_Belleri.jpgDa quest’anno ho ricominciato a studiare anche pianoforte perché, secondo me, un cantante deve essere in grado di accompagnare la propria voce con uno strumento, qualunque esso sia.

Il mio desiderio sarebbe quello di poter scrivere della buona musica in futuro, ma per adesso devo farmi delle solide basi, crescendo sia dal punto di vista tecnico che interpretativo.

Raggiungere un proprio stile e identità, quanto è importante per un musicista?

 Dal mio punto di vista crearsi una propria identità nel campo musicale è fondamentale, altrimenti rimarrai sempre un buon interprete ma niente di più. Chi ti ascolta deve essere in grado di identificarti subito perché caratterizzato da un certo stile,da una personalità carismatica che riesce a trasmettere le proprie emozioni .

I miei punti di riferimento musicali sono cantanti appartenenti a generi diversi in particolare i seguenti: Celine Dion, Christina Aguilera, Eva Cassidy,Mariah Carey,Aretha Franklin, George Michael e Michael Jackson.

Cos’è la musica per te?

La musica per me è tutto; non voglio che questa frase risulti semplice retorica, perché io credo realmente che ogni forma d’arte sia vitale per l’uomo. Pensiamo un attimo ad un mondo senza note o sculture o pitture ! Sarebbe un mondo senza colori.

037 Diletta BilleriCosa provi quando canti?

Quando canto mi sento veramente libera di esprimere tutto ciò che provo, mi libera dalla tristezza, mi aiuta a sentirmi meglio e nello stesso tempo mi rende ancora più felice quando sto vivendo un momento alquanto positivo .Un altro aspetto che mi appaga e’quando mi trovo sola sul palcoscenico e percepisco che per quei pochi minuti tutti sono lì per me e mi sembra quasi che il mondo si fermi per ammirami.

Quanto conta per te il testo di una canzone rispetto alla musica?

Più cresco e più mi rendo conto che il testo di un brano è molto importante, infatti secondo me la melodia dovrebbe essere composta adattandola alle parole, perché solo così il compositore riuscirà ad arrivare veramente all’uditore, in grado di cogliere l’essenza del brano.

 In questi ultimi anni ho partecipato ad alcuni concorsi o serate che mi hanno regalato grosse soddisfazioni, ma sicuramente ho provato una grande emozione quest’estate quando ho vinto il festival” La cupola d’oro” di Boario Terme che mi ha permesso di farmi conoscere nella mia realtà locale, in Valle Camonica dove ho avuto modo di ricevere complimenti anche da persone che conoscevo appena. Sicuramente la gratificazione più grande l’ho ricevuta classificandomi tra i primi venti semifinalista dell’ importante concorso nazionale ideato dl grande Mogol “Tour Music Fest” che aveva selezionato ben 5000 interpreti in tutta Italia.

 Cosa ne pensano i tuoi amici e familiari di questa  tua  di partecipazione  ai Grandi Festivals Italiani?

Tutti pensano che sia un’ottima opportunità quella di poter partecipare ai Grandi Festival Italiani innanzitutto perché si tratta di una manifestazione ad alto livello caratterizzata da un’efficiente organizzazione, inoltre perché ti dà la possibilità di farti ascoltare da grandi personalità del mondo musicale.

Hai un particolare progetto ideale e concettuale cui arrivare come massima aspirazione?

Mi piacerebbe fare della musica la mia professione perché sento di appartenere a questo mondo e penso che quando si apprezzi veramente qualcosa e ci si impegni per raggiungere determinati obiettivi,i risultati prima o poi arrivino. Penso che svolgere un lavoro che ti piace sia gratificante per te e per coloro che ti stanno vicini.

 

 


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