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“UNA LOCOMOTIVA DI LIBRI” PER FESTEGGIARE I VENT’ANNI DELLA BIBLIOTECA

Sabato mattina, 20 dicembre, ad Affi si sono festeggiati i vent’anni della Biblioteca, realizzata nell’ex stazione ferroviaria per volontà dell’allora Sindaco Carla De Beni. Inaugurato nel vano scale un murale ad opera del collettivo Macadame. Il Sindaco Marco Sega: “Grazie alla lungimiranza di chi vent’anni fa ci ha creduto e all’impegno di chi continua a farlo”

Vent’anni fa, dove ora sorge una Biblioteca tra le più amate e frequentate di tutta la Provincia, c’era un edificio abbandonato, quello dell’ex stazione ferroviaria della linea Verona-Caprino, e una discarica a cielo aperto. C’è voluta la lungimiranza e la testardaggine di un amministratore, l’allora Sindaco di Affi Carla De Beni, per trasformarla e farla diventare quello che è oggi.

E per festeggiare quel traguardo e ripercorrerne la storia, l’intera comunità di Affi si è data appuntamento sabato mattina proprio negli spazi della Biblioteca.

C’era il Sindaco Marco Sega, insieme all’amministrazione comunale, in rappresentanza della Regione Elisa De Berti e il neo consigliere Alberto Bozza, il consigliere provinciale Orfeo Pozzani, c’era Carla De Beni, molti amministratori dei Comuni vicini e tanti cittadini.

In prima fila anche il presidente di Magis (ex Agsm Aim) Federico Testa che ha contribuito alle celebrazioni con un sostegno economico attraverso il quale è stato realizzato un murale nel giro scale della Biblioteca ad opera del collettivo Macadame.

Una bellissima opera che ha voluto ripercorrere nei due piani della Biblioteca la storia che ha portato dalle origini fino ad oggi.

Sul muro, accanto alle immagini, si leggono anche queste parole: “Da stazione a biblioteca: se ogni libro è un viaggio… perché non iniziarlo da qui?”.

A pronunciarle fu, 20 anni, Marta Desti Baratta, donna di cultura, vigilessa prematuramente scomparsa all’età di 47 anni, una delle prime persone a contribuire attivamente alla nascita della biblioteca e a cui oggi questa è dedicata.

In prima fila c’era Ines Panza, sua madre, profondamente commossa ed omaggiata con un mazzo di fiori consegnatole dall’amministrazione comunale.

“Questa biblioteca non è solo un edificio – ha dichiarato il sindaco Marco Sega – ma è il simbolo di una comunità che ha creduto nella cultura, nella partecipazione e nel volontariato. Vent’anni fa si è fatta una scelta coraggiosa e lungimirante, oggi possiamo dire che è stata una scelta vincente: la biblioteca di Affi è una delle più attive della provincia ed è un orgoglio per tutto il paese”.

La Biblioteca comunale di Affi si distingue infatti per un modello unico: è una delle poche realtà che si regge interamente sul lavoro volontario. Attorno alla biblioteca ruota un gruppo di circa quaranta persone che dedicano tempo ed energie, in modo gratuito, alla gestione del servizio, alle attività culturali e all’accoglienza dei lettori. Un impegno che ha permesso alla struttura di crescere nel tempo, diventando un punto di riferimento non solo per Affi ma per tutto il territorio.

Il Sindaco ha voluto personalmente ringraziare tutti i cittadini per il loro impegno, a partire dalla presidente del Comitato della Biblioteca Silvia Recalcati.

Sono stati citati tutti, dal primo all’ultimo, chi ha presieduto il Comitato, chi spende il suo tempo per organizzare le letture per i bambini, per la rassegna letteraria, chi prende in prestito i libri, chi studia nelle sale. Chi negli anni ha reso la Biblioteca il centro della comunità.

Un ringraziamento è andato poi a Magis per aver sostenuto con un contributo economico le celebrazioni, alla Provincia e alla Regione, sempre attive nel sostenere la biblioteca e le sue attività.

Un tributo poi a Carla De Beni, da cui ogni cosa è partita.

«Quando abbiamo iniziato questo percorso – ha ricordato Carla Debeni – qui c’era un’area degradata, una vera e propria ferita per il paese. Abbiamo creduto con forza nella possibilità di recuperare questo spazio e di restituirlo alla comunità, impegnandoci per reperire le risorse necessarie e trasformare un problema in un’opportunità. Vedere oggi questa biblioteca così viva e frequentata è una delle soddisfazioni più grandi”.

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