LA GRANDE GUERRA IN LESSINIA

Il territorio dell’Altopiano dei Lessini negli anni della grande guerra (1915 – 1918) fu coinvolto nelle operazioni militari amche se in maniera marginale. Nel primo periodo, in seguito all’avanzata italiana oltre il confine, il fronte veniva rinforzato con un triplo sistema di fortificazioni. Sbarramenti e trincee venivano approntate un po’ ovunque e seppur situato nelle retrovie l’altopiano assunse una grande importanza per i rifornimenti e i rinforzi da mandare al fronte. Tutto il margine settentrionale affacciato sulla Valle dei Ronchi venne adeguato alle esigenze della guerra. Furono costruite in modo eccezionalmente rapido nuove strade e sistemato quelle esistenti. Su tracciati di vecchi sentieri fu fatta la strada che da Ala sale al Passo Fittanze e quella che da Erbezzo raggiunge Castelberto e fu completato tutto il tratto fino a Podesteria, San Giorgio e Bosco Chiesanuova. Nei primi anni di guerra la Lessinia risultava relativamente tranquilla. Solo nella primavera del 1916, sotto l’azione dell’offensiva austriaca punitiva “Strafexpedition” la zona venne messa in allerta. Si udivano chiaramente gli echi delle esplosioni e dalle alture si osservavano con estrema preoccupazione i bagliori sul Zugna e a Passo Buole, posizioni pesantemente bombardate, preludio del successivo durissimo scontro fra le fanterie. Per fortuna le azioni militari non coinvolsero direttamente la Lessinia perché lo sfondamento avvenne altrove e l’altopiano e rimase con le posizioni immutate sino alla fine della guerra. Vistose trincee sono visibili ancora oggi, insieme a camminamenti, ricoveri, caverne e piccole costruzioni in muratura. Singolare e curioso è certamente il “Ridotto del Pidocchio” , recentemente ripulito e riportato alla luce. La struttura sfrutta la conformazione rocciosa tipica della zona scavata da erosioni millenarie con cunicoli, gallerie, trincee e camminamenti. Ripristinato nel 2014 dalla sezione Veronese dell’ ANA è ora aperto e visitabile a tutti. La Lessinia non è stata mai coinvolta direttamente nei combattimenti ma è risultata un importante snodo per la rete difensiva e dal maggio del 1915 fino alla fine del conflitto nel 1918, è stata la casa per oltre 3000 soldati. I giovani militari che qui persero la vita perirono a causa delle condizioni precarie di vita, il freddo della montagna, le inadeguate protezioni e gli scarsi alimenti. Qui erano schierati i soldati dell’Ottavo Reggimento Bersaglieri, del Genio Pionieri, del reparto Alpini e tanta milizia locale a reclutata tra i contadini ed i lavoratori del posto. Il video ricostruisce con l’aiuto dei rievocatori del Gruppo Alpini, uno spaccato di vita sull’altopiano in quei difficili anni di guerra. L’accampamento, l’alzabandiera, l’infermeria, gli snervanti appostamenti nelle trincee, l’osservazione del territorio circostante, le divise dell’epoca, le armi, gli oggetti, tutto fa rivivere, dopo oltre 100 anni l’atmosfera che qui si respirava in quel terribile periodo.

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